La Cucina Aristocratica - Buoni Da Leggere 2

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Marchese Franco Santasilia Di Torpino,
La Cucina aristocratica napoletana, Grimaldi & C. Editori
I Primi e i Secondi, De Luca Editore Edizioni d'Arte

Si è detto che "come non esisterebbe la lingua italiana senza la Toscana, così non ci sarebbe la cucina italiana senza Napoli". Certamente si tratta di una affermazione temeraria, ma non priva di senso se pensiamo alla complessità del sistema culinario partenopeo e alla incredibile varietà dei prodotti. La città rappresenta anche il fertile incontro tra la cucina della nobiltà e quella del popolo.  Qui  convivono tradizioni popolari e tradizioni della grande esperienza francese per l'apporto che diedero  i cuochi che migrarono presso la corte dei D'Angiò quando, dopo la Rivoluzione del 1979, persero la committenza della nobiltà. Se giustamente attribuiamo un'importanza fondativa a "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi, la cui prima edizione è del 1891, dobbiamo rimarcare che già nel 1773 Vincenzo Corrado, grande gastronomo partenopeo, fu il primo che parlò di "cucina mediterranea" e il primo a valorizzare la grande cucina regionale italiana nel suo Il cuoco galante. Lo stesso vale per Ippolito Cavalcanti duca di Buonvicino con il suo trattato Cucina teorico-pratica, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1837.
Nel bel volume "La cucina aristocratica napoletana", e negli altri due - I Primi, I Secondi-  che lo sviluppano, l'autore, Franco Santasilia Di Torpino, discendente da un'antica famiglia nobiliare napoletana, prende come origine temporale per la cucina di corte il XVIII secolo, quando  la regina Maria Carolina di Borbone volle ingentilire la gustosissima cucina povera dei napoletani con il tocco dei cuochi raffinati fatti venire d'oltralpe. Un libro ricco di aneddoti, personaggi e ricette effettivamente realizzate dall'autore che costituisce uno spaccato della storia gastronomica e di costume. La cucina dei Monsù, dal francese Monsieur, come vennero chiamati, fece proprie, reinventandole, le ricette d'Oltralpe. Forti di una cultura gastronomica raffinata e complessa, non si limitarono infatti a importare integralmente i gusti e i sapori delle pietanze, ma fecero uno sforzo in più integrandole ai saperi e i sapori della la cucina meridionale e insulare. Recentemente l'autore ha presentato il sul lavoro alla trasmissione televisiva Geo della Rai.
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